• Patrimonio locale di Barcelonnette

La Villa La Sapinière, 1878-1905

Edificata nel 1878 da Alexandre Reynaud (1840-1905), ex negoziante in Messico, La Sapinière ha una storia movimentata. Rimaneggiata per la prima volta nel 1853, sarà messa alla moda vigente nel 1905 dall’architetto di Grenoble Francis Girard.

Le facciate nord e sud sono allora arricchite da decorazioni architetturali: frontoni rettangolari e semi-circolari, corniccione con modiglioni e tavole. La facciata sud è completata da un’elegante veranda metallica che dà accesso al parco tramite una scala a ferro di cavallo in pietra del Queyras. All’interno, si costruisce una stanza da bagno in faenza di Sarreguemines in stile Art Nouveau. Nel 2005, nel grande finestrone della scala sarà inserita una vetrata decorata con un mazzo di papaveri (1900).

Data in lascito alla città di Barcelonnette nel 1971 da Antoine Signoret, negoziante a Città del Messico, dal 1988 La Sapinière è sede del Musée de la Vallée (museo nazionale) che presenta le collezioni del Musée Chabrand (1886) e del Musée de l’Hôtel de Ville (1934). Vi si può inoltre scoprire collezioni archeologiche (donazione Gleize), dipinti di Jean Caire e Marie Tonoir, la storia degli imprenditori di Barcelonnette in Messico.

La Villa Bleue, 1931 e l'Avenue Porfirio Diaz, 1907

Classificata come “patrimonio del XX° secolo”, la Villa Bleue conclude in maniera spettacolare i 50 anni dell’architettura di villeggiatura a Barcelonnette (1880-1930). Fu costruita per Camille Jean, fondatore del negozio Francia Marittima a Città del Messico. La Villa Bleue riunisce l’associazione di architetti e pittori decoratori che si erano distinti nel 1925 all’ Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi: gli architetti Joseph Hiriart, Georges Tribout, Georges Beau, il vetraio Jacques Gruber, il fabbro Schwartz e il ceramista Edouard Cazeau.

L’imponente costruzione policroma si sviluppa intorno all’atrio centrale a pianta quadrata, coperto da un tetto diviso in padiglioni in tegole meccaniche colorate; l’insieme esprime il linguaggio modernista contemporaneo, pur conservando un certo aspetto pittoresco formale.

In un’impressionante sintesi, l’imponente vetrata posta al centro dell’ala nord celebra il successo del committente nel commercio e nell’industria tessile. Questo paesaggio industriale eseguito in stile Art Decò è opera dell’artista di Nancy Jacques Gruber (1871-1936), che prese parte anche al programma dei grandi magazzini in Messico.

Nel 1907, l’Allée de la Galopine prende il nome di Avenue Porfido Diaz (1830-1915), dal nome del presidente messicano, che ha fortemente contribuito al successo della colonia dei barcelonettes, gli emigranti di Barcelonnette insediati in Messico a partire dagli anni 1820.

La Villa Chabrand, 1884

Costruita su progetto dell’architetto di Lione Adolphe Coquet, la Villa Chambrand crea una rottura con il modello del parallelepipedo simmetrico che caratterizza le prime ville costruite dopo il ritorno dal Messico, tra il 1870 e il 1890. La differenza sta nella creazione di un avancorpo centrale, sormontato da un frontone triangolare in legno, nella disposizione ritmica delle bifore e nell’introduzione di pannelli di ceramica.

Il committente, Emile Chambrand (1843-1893), ex emigrante in Messico, ha avuto una vita fuori dagli schemi ordinari, assumendo di volta in volta diverse identità: emigrante, collezionista, viaggiatore del mondo, naturalista, cronista e inventore. Nel 1886, apre al pubblico la sua collezione di oggetti insoliti, contenente uccelli, mammiferi terresti e marini, minerali e fossili, insetti e “diversi oggetti in uso presso popoli diversi”, che testimoniano il suo interesse per le altre culture. Nel 1892, il viaggiatore-naturalista di Barcelonnette pubblica il racconto del suo viaggio intorno al mondo, premiato dall’Accademia Francese.

Lasciate in eredità alla città di Barcelonnette nel 1893, le sue eclettiche collezioni sono oggi conservate nel Musée de la Vallée presso la villa La Sapinière, che si trova al numero 10 dell’Avenue de la Libération.

La Villa l'Ubayette, 1903 e l'Allée des Dames

La villa Ubayette (toponimo Ubayen) fu completata nel 1903 e si trova presso l’ “Allée des Dames”. Fu l’unica ordinata all’architetto parigino Georges Debrie e all’ingeniere Georges Pierron, autori del primo negozio di novità francesi costruito a Città del Messico (il Palacio de Hierro).

Edificata per Henri Proal, ex- commerciante a Città del Messico, la villa si distingue in modo univoco dalle altre costruzioni contemporanee per la sobrietà rasente la severità. La sua originalità sta nell’esaltazione di un materiale unico: la pietra. Rinunciando a qualsiasi altro elemento decorativo, l’Ubayette è l’unica villa a utilizzare la pietra in tutti i suoi stati - grezza , liscia, lavorata o rustica – sia per la costruzione della struttura, sia per la modanatura e gli ornamenti. La villa, dal 1978, è sede della Sottoprefettura di Barcelonnette.

Nell’ Allée des Dames ai n° 9 e 11, le ville La Roseraie e Mon Plaisr, finanziate dai fratelli Jules e Joseph Tron, fondatori del Palacio de Hierro (palazzo di ferro), furono progettate come due grandi padiglioni mansardati dall’architetto di Marsiglia Eugène Marx.

Il cimitetero di Barcelonnette, 1847

Inizialmente situato intorno alla chiesa parrocchiale di Barcelonnette, il cimitero fu trasferito ad est della città, oltre le Tre Croci (il calvario), nel 1847. Considerato “uno dei più belli al mondo”, il cimitero di Barcelonnette può inorgoglirsi di ospitare eccezionali costruzioni edificate principalmente da ex negozianti tornati in Ubaye dopo aver fatto fortuna.

La struttura monumentale più diffusa è la cappella, il cui stile va dal neogotico, molto diffuso, ad una specie di mastaba egiziana, passando da varie combinazioni di stile classico o barocco, o ancora Impero misto ad assiro. Realizzate principalmente da artigiani ed artisti piemontesi, originari di Barge (Provincia di Cuneo), le tombe monumentali portano la firma dell’Impresa Pierre Rossetto, socio dello scultore Luigi Rinaldi.

La singolarità di questo patrimonio funerario risiede ancora nella diversità dei materiali selezionati quali: la pietra calcarea di Queyras, le pietre marmifere dell’Alta Ubaye, il marmo di Carrara, che fanno del cimitero di Barcelonnette un “vero museo lapidario a cielo aperto” (Pierre Dallaire). Nel 1959, il comune di Barcelonnette decise di creare un nuovo cimitero all’uscita della città, vicino a Villeveille.